Leoni da tastiera: stop alle critiche inutili

Parlavo ieri con mio fratello di social. Va fatta una doverosa premessa: Marco è l’uomo più riservato che conosca, uno dei pochi con un profilo aggiornato al 1800.

Parlavamo di critiche che viaggiano alla velocità di un click, di reputazione venduta un tot a follower e di like che finiscono con il riempire più l’ego che la propria bacheca virtuale.
Pensateci: in realtà il mondo non è cambiato poi così tanto. Oggi come ieri, quando l’internetto era ancora un’utopia, c’è chi condivide contenuti e chi semplicemente fa vedere cose, chi coltiva il suo prato con lo scopo di far crescere i fiori più belli e chi invece continua a guardare l’erba del vicino perdendo di vista la cosa più importante: sè stesso.
Succede online. Succede nella vita reale.


La cosa che fa sorridere sono le statistiche: le critiche più cattive – molto spesso senza fondamento alcuno – arrivano proprio dagli “osservatori seriali” che non corrono verso il traguardo ma al contrario rimangono bloccati ai tornelli di partenza dando la colpa del loro insuccesso a chissà chi e chissà che cosa.
E così arrivano quei “che schifo, come sei snob, ma non ti vergogni a metterti in mostra con tre figli, facile la vita per una che non è nata nel Bronx”. So che la domanda vi sembrerà banale, ma ditemi: non sarebbe molto meglio occuparsi di cose-argomenti-persone che ci stanno a cuore rispetto che scorrere foto altrui e sputare veleno?

Per chi non se ne fosse accorto viviamo in un regime democratico: esiste la possibilità di esprimere un’opinione, verissimo, ma anche di scegliere e di selezionare.

Il pulsante “segui e non seguire più” lo trovate in alto a sinistra. Nonostante l’idea di avere un’origine nella meravigliosa New York sia favolosa, continuerò ad essere una milanese nel midollo e una mamma che ama condividere con voi parte della sua vita senza nessun tipo di problema.

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