La vera tendenza è la merceria

Parlavo ieri con la mia mamma. Di storie di vita, esperienze, di come le persone vengano al mondo con una sorta di predisposizione a fare qualcosa e a comportarsi in un certo modo. Si parlava di talenti, di quelli che fanno parte del nostro DNA e che non bisognerebbe smettere mai di coltivare.

Facevamo riflessioni su quello che siamo e su quello che ci piacerebbe diventare o che per qualche strano caso del destino ci siamo un po’ dimenticati di essere. “Vieni Vale ti porto in un posto che sono sicura ti piacerà da impazzire” ha detto a un certo punto. Mi piace quando è così autoritaria.

Ha preso la sua borsa, rigorosamente in tinta con le scarpe, ha indossato i suoi orecchini sbarluccicanti – credo che non sia mai uscita di casa con un pelo fuori posto – e mi ha portata in giro come quando ero piccola ed era sabato ed era la giornata in cui si usciva a pranzo.

La vera tendenza è la merceria

Ci siamo ritrovate in una di quelle mercerie dove ancora si scelgono passamanerie su un catalogo rivestito di pelle, dove i bottoni sono scientificamente ordinati per colore e forma sullo scaffale e dove tutto viene cercato – e trovato in meno di due minuti – consultando archivi di carta intrisi di storie e tradizioni.
La signora Margherita non sa nemmeno cosa sia un computer e noi l’abbiamo subito amata alla follia.

E abbiamo convenuto tutte insieme – io, mamma e Margherita – che è sempre una questione di punti di vista: “non siamo qui semplicemente per allungare il vestito, ma gli stiamo cucendo addosso una nuova vita”.


Margherita non ha nessun social attivo, niente geolocalizzazione, niente sito internet. Ma se capitate da Monza e volete vedere una vera merceria – di quelle piccole e super fornite e dove tutto è possibile – ecco l’indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 48 #sorridiallavita

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