Bambini e buone maniere a tavola

L’educazione dei miei figli alle buone maniere a tavola è un aspetto che mi sta molto a cuore. Tante volte mi rendo conto di essere un “tantino” noiosa ed esagerata, ma sono dell’idea che chi impara le regole del Galateo durante l’infanzia è destinato a non dimenticarle mai più: per questo si dovrebbe insegnare ai bambini a dire grazie quando qualcuno serve loro del cibo o versa una bevanda nel bicchiere.
Bambini e buone maniere a tavola
Il pasto deve essere un momento piacevole e sereno, durante il quale tutta la famiglia si riunisce: urla e capricci sono da evitare.
A casa insisto molto affinché, almeno due volte a settimana, si riesca a cenare tutti insieme condividendo un momento per noi, solo per noi. Il sedersi a tavola crea una magia particolare, situazioni in cui il tempo sembra dilatarsi e si ha il piacere di raccontare come è andata la giornata.
Tutto è reso possibile dal duro lavoro di noi mamme fatto a monte. La situazione idilliaca non potrebbe verificarsi con bambini urlanti, stanchi, che si alzano o giocano con l’Ipad a tavola.  Dobbiamo dare in mano ai nostri piccolini gli strumenti necessari per potersi comportare in modo adeguato in ogni situazione e non sentirsi mai “diversi” o inadeguati.
Partiamo dalle nostre case, dalla nostra tavola, dai nostri momenti in famiglia. Diamo loro delle regole, non troppo ferree, ma pur sempre regole da rispettare.
Bambini e buone maniere a tavola
Ecco quindi che ho stilato un elenco di “buone maniere” che utilizzo quotidianamente:
  • Mai i gomiti sul tavolo!
  • Pulirsi sempre la bocca prima e dopo aver bevuto
  • Aspettare che tutti siano serviti prima di iniziare a mangiare
  • Assolutamente banditi i giochi a tavola, ostacolerebbero la conversazione
  • Non si parla con la bocca piena e non si mastica con la bocca aperta
  • Forchetta e cucchiaio si usano per portare il cibo alla bocca mentre il coltello serve solo per tagliare e non va mai usato per mangiare: non è solo una questione di bon ton ma anche di buon senso, infatti ci si potrebbe tagliare facilmente con la lama.
Teniamo sempre a mente che obbligare comunque un bambino a un pasto interminabile è una crudeltà, dobbiamo imparare ad essere flessibili e a metterli in una condizione idonea per la loro età. Per intenderci: una mezz’oretta a tavola seduti e bravi è una cosa fattibile!
Ricordatevi che i bambini sono grandi imitatori e imparano soprattutto osservandoci. Le buone maniere dovrebbero dunque partire principalmente dai noi genitori.
Insegnare ai bambini come si sta a tavola è una vera impresa, questo è fuori discussione. Ma è come imparare ad andare in bicicletta, una volta fatta la fatica iniziale e qualche bel capitombolo, non ci si dimentica più!
Concludo riportandovi una filastrocca carinissima reperita da un articolo di Giorgia Fantin Borghi, amica ed esperta di Galateo, che potrebbe essere divertente da far imparare ai nostri cucciolotti.
Il bicchiere in alto a destra
se sei bravo lì ci resta,
tu lo prendi con la mano
e lo fai tornar pian piano.
Il coltello ed il cucchiaio
che inizian con la C,
stanno appena sotto
al bicchiere con la B.
La forchetta è la regina
ce l’abbiamo spesso in mano,
vuol star larga e comodina
e a sinistra la mettiamo.
Tovagliolo sulle gambe
per non fare un bel disastro,
lo mettiamo un po’ piegato
a sinistra dopo il pasto.
Mai qui i gomiti ci stanno,
con le mani non far danno.
Appetito e compagnia
buona pappa in allegria!

Photo: Pinterest | Filastrocca: Giorgia Fantin Borghi, esperta di Galateo

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